Qui a Radio Bla Bla Network abbiamo scritto un manifesto. E sono state scelte tre parole importanti: libertà, pluralità e gentilezza.
A volte pensiamo che ci sia una grande distanza fra i valori e la realtà che viviamo. Quasi come se i grandi ideali che evochiamo – la solidarietà, l’uguaglianza, la libertà, la partecipazione – siano qualcosa di diverso dai secondi che scorrono nella nostra giornata.
Ecco, non è così e per questo ci piace dire che possiamo vivere i nostri valori di riferimento nel bla bla quotidiano. Sì, anche quando parliamo di calcio o di olimpiadi, o quando discutiamo sui social, anzi forse soprattutto, quando ci rapportiamo con le altre persone, o in famiglia. La sfera personale e la sfera sociale; se cambiano le sfumature in questi ambiti, i valori che ci siamo scelti rimangono e si trasformano nelle parole che scegliamo e nei gesti, dal più abitudinario a quelli eccezionali.
Qui a Radio Bla Bla Network abbiamo scritto un manifesto. E sono state scelte tre parole importanti: libertà, pluralità e gentilezza.
Un manifesto è una cosa seria: significa scrivere nero su bianco quali sono i principi cui ci ispiriamo in ogni parola che vada in onda, sui social o sul nostro sito.
A pensarci bene sono tre parole sotto attacco, e che meritano una strenua difesa. La libertà che viviamo e che respiriamo non è mai assoluta, perché dipendiamo da meccanismi che spesso non amiamo, o non tolleriamo, eppure presenti e difficili da combattere. Il razzismo, lo sfruttamento, l’incoerenza, la mancanza totale di ascolto. Sono tutte opzioni che vivono isolate o peggio ancora legate una all’altra, che limitano la nostra libertà, anche se a parole siamo in una condizione che definiamo democrazia.
Anche la pluralità è un principio ispiratore chiave, eppure anche qui ci troviamo a raccontare storie di esaltazione del singolo, e conseguente morte di un ‘noi’ che invece è necessario, per vivere nel miglior modo possibile e per vivere in relazione, che vuol, dire costruire continuamente ponti e lasciar passare idee e comportamenti altrui che possano anche darci nuove opportunità.
La gentilezza ha perso una rappresentazione paradigmatica: ce n’è poca sui social, poca nei mezzi di comunicazione, dove invece è l’aggressività e la violenza verbale, troppo spesso, a dominare la scena e a essere usata come strumento di cattura dell’audience, come se fossero tanti piccoli colossi dove far affrontare squadre avverse di gladiatori, e noi sugli spalti a chiedere sangue, divertimento e pane gratis.
In realtà le nostre giornate, a guardare bene, sono anche ricche di gesti di gentilezza, ad attenzioni per il molteplice e plurale e ispirate spesso a una libertà che si sente ed esalta.
In questi mesi sceglieremo delle storie e delle parole che saranno tante tessere del mosaico composto da queste tre parole, nel nostro bla bla quotidiano. Fermiamcoi un attimo, anche solo un attimo, a pensarle, queste tre parole, per capire quanto sono in noi o quanto ci manchino. E poi prendiamo una decisione, nostra, da unire a quelle di tante altre e altri che abbiano voglia di ascoltare, di ascoltarci.

